Ex Chiesa Santa Maria

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Situato in piazza Santa Maria grazie ai lavori di restauro, si sono accesi i riflettori sugli splendidi affreschi della chiesa, opera di autori di spicco del Cinquecento viterbese e non solo.
Indirizzo Piazza Santa Maria, Carbognano (VT), 01030, Italia
Punti di contatto
Cap 01030
Modalità di accesso

Non sono presenti barriere architettoniche

Nel ‘500 il paese si estese verso l’arco oscuro sopra il vicolo degli Zuccari verso l’attuale strada di Santa Maria. Sorse allora la necessità di erigere una nuova chiesa più vicina e più grande di quella primitiva di Santa Lucia al rione Castello. “Fu perciò veramente provvidenziale che una donna tanto ed oltremodo amata Giulia Farnese, sorella del papa Paolo III generosamente sovvenisse e con vera magnificenza alla costruzione della Chiesa di Santa Maria dedicata alla Concezione Immacolata della Beata Vergine” così si legge dalle memorie di Padre Stefano Orlandi. Nel luogo dove sorge oggi la chiesa vi era già una chiesetta di cui si vedono ancora i piccoli archetti gotici sui muri esterni verso l’abside dalla parte in cui si trova il campanile. La Chiesa è ad una unica grande navata di ampiezza eccezionale, con copertura a capriate e finestre a bifore rinascimentali tre per lato sui lati lunghi. Al suo interno erano presenti molti altari laterali, da moltissimi anni rimossi, decorati da affreschi; l’abside era a catena sull’architrave del portale di marmo della porta d’ingresso. Giulia Farnese fece scrivere la memoria della costruzione: “Anno Domini MDXXII Terrae illustrissimae Dominae Julia de Farnesi” cioè “nell’anno del Signore 1522 dell’illustrissima signora della terra (di Carbognano) Giulia dei Farnesi. Le pitture risalgono al 1581 data che si legge nell’abside. Gli autori sono allievi dei fratelli Zuccari, celebri per aver dipinto il palazzo Farnese di Caprarola. La chiesa venne abbandonata allorquando fu ultimata la nuova parrocchia nell’ultimo scorcio di secolo, ed è stata utilizzata come luogo di sepoltura fino al 1873, quando venne realizzato l’attuale cimitero. Nel 1900 sprofondò il tetto di copertura, sostituito molti anni dopo da una copertura temporanea; per lunghi anni è stata poi utilizzata come palestra. Solo agli inizi del 2006 è iniziato il completo recupero che ha riportato alla luce interessanti affreschi che ora sono in attesa di essere restaurati.

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