Chiesa di Sant'Eutizio

Data:
20 Gennaio 2021
Immagine non trovata

La Chiesa di struttura gotica  risalente al IX secolo circa è poco distante dal centro di Carbognano ed è l’unica del posto ad essere costituita da tre navate con colonne di ordine toscano e capitelli medioevali. Nella navata di mezzo è eretto l’altare maggiore, dietro al quale si vede la tribuna a volta, nella quale in pittura fresca è dipinta l’immagine di Cristo, crocifisso tra gli apostoli Pietro e Paolo. Nella parte superiore del ripiego di questa volta è dipinto il SS. Salvatore. Fuori di questa tribuna nelle facciate laterali dal corno dell’Evangelo è dipinto a guazzo l’immagine della SS. Vergine Maria col SS. Bambino Gesù sulle braccia che tiene un cartiglio in mano col motto: “Ego sum via”.

        
Interno S. Eutizio
Interno della chiesa di S. Eutizio (veduta dell’abside).

    
Questo affresco fatto nel 1524 è attribuito al pittore Francesco D’Antonio Zacchi detto il Balletta nato a Viterbo tra il 1420 e il 1480. Pitture dello stesso autore sono a Viterbo in S. Giovanni in Zoccoli e in S. Rosa nell’altare a sinistra. Anche il crocifisso e gli apostoli nell’abside sono del Balletta, rifatti però nel 1700. Nell’altro lato è dipinta l’immagine di Sant’Eutizio, pittura a fresco, che nella mano sinistra tiene un libro aperto con questa sentenza evangelica: “Estates misericordes, sicut pater vester misericors est” cioè “Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso”. Alla sinistra si vede un contadino che con una mano sostiene una verga e con l’altra preme l’aratro e due buoi tentano di uscire dal giogo. Questi buoi sono in attesa di ricevere un mazzo di spighe di grano che pende dalla destra del Santo. E’ antichissima tradizione in Carbognano che una tal figura rappresenti il miracolo del grano operato dal Santo.Si narra infatti che, passeggiando per la selva di Carbognano, Sant’Eutizio si imbatté in un contadino che batteva i suoi buoi inferociti dalla fame, presto rivolse una preghiera a Dio e dalla zolle spuntò il grano con il quale le bestie poterono saziarsi. Per tale ragione è stato eletto dal popolo, Santo Protettore del luogo e le spighe di grano sono state assunte quali simbolo emblematico del comune di Carbognano. Al tempo di Napoleone Bonaparte la chiesa fu venduta a mani straniere e per lungo tempo restò chiusa al culto cadendo in rovina, fu S.E. Vescovo della Diocesi mons. Mignanti che la fece restaurare per utilizzarla come cappella del suo seminario convitto. Incamerata insieme agli altri beni ecclesiastici nel ‘700 finì nelle mani di privati, fino ai nostri giorni, recentemente è stata oggetto di minuziosi restauri che le hanno ridonato il suo splendore originale.

Ultimo aggiornamento

Mercoledi 20 Gennaio 2021