Chiesa di San Pietro Apostolo

Data:
20 Gennaio 2021
Immagine non trovata

La Chiesa di San Pietro Apostolo, di recente ristrutturazione, fu progettata nel 1779 dall’architetto Venanzio Rubini da Roma. La prima pietra venne posata in occasione della festa di San Pietro nel 1780, così come testimoniato da un cubo di marmo presente nella prima cappella sul lato destro della chiesa. Al Rubini, successe nel 1782 Giuseppe Soli, maestro di architettura presso l’Università di Modena e nel 1791 allo stesso si avvicendò l’architetto Giuseppe Angela Santini. Nel luogo dove oggi si trova la chiesa sorgevano allora cinque case, una cantina ed una stalla, così come testimonia un antico documento, fu l’allora parroco Don Giannoni, che acquistò il terreno con i relativi fabbricati per 1055 scudi e 52 baiocchi grazie alla mediazione del principe Don Giulio Cesare Colonna Barberini. I lavori di costruzione della chiesa subirono una interruzione proprio quando i muri della  erano arrivati fino all’imposta della navata di mezzo e della tribuna, per poi riprendere solo nel 1785 quando si reperirono i soldi necessari per la sua prosecuzione. Il completamento dei lavori si ebbe solo nel 1796 con la pavimentazione in mattoni dell’interno, mentre solo nel 1831 avvenne la pavimentazione del portico. L’ufficializzazione risale agli inizi del 1800, anche se soltanto nel 1819 ottenne dal papa Pio VII la dignità di Chiesa Collegiale. Secondo il progetto originale, sopra al portico dovevano trovare collocazione le statue dei Santi Pietro e Paolo, di Sant’Eutizio e di San Filippo Neri, una statua per colonna, ma evidentemente per carenza di mezzi si dovette variare il progetto. Le statue non furono più collocate al loro posto ed il timpano sopra la facciata fu ristretto per far posto ai due campanili laterali, non previsti nel disegno originario.

Entrando nella Chiesa ci si trova dinanzi una grande navata, lunga metri 28,10 e larga metri 10,20, di stile basilicale romano con sei cappelle laterali profonde metri 2,095, tre per ogni lato comunicanti tra loro. L’abside o tribuna, profonda metri 8,40 e larga metri 6,80 ha nei due lati due coretti in alto leggermente sporgenti a modo di ambone. Il catino dell’abside è a cassettoni prospettici come quelli del Pantheon di Roma. Dietro l’altare, sulla parete, racchiusa in una grande cornice a stucco, vi è una buona tela raffigurante Gesù che, in presenza dei suoi Apostoli, consegna a San Pietro le chiavi della Podestà  mentre gli dice: “tibi dado claves regni coelorum”, cioè “ti darò le chiavi del Regno dei cieli” (Mt. XVI, 19). L’altare maggiore, tutto di marmo, fu terminato nel 1857 dallo scalpellino romano, Gioacchino Pizzicheria, a spese della Confraternita del Sacramento, dell’Ospedale di S. Antonio e del Comune. Fu solennemente consacrato da Mons. Agostino Mattia Mengacci vescovo di Civita Castellana, il 24 maggio 1857. La balaustra tutta di travertino, fu fatta a cura di don Pietro Crescenzi nel 1830

                    
San Pietro Apostolo03
Facciata della chiesa di San Pietro Apostolo

Interno della chiesa
Interno della chiesa di San Pietro Apostolo

Organo San Pietro02    
Organo a canne

    
Il pavimento attuale, voluto dall’arciprete don Gaetano Lazzari nel suo venticinquesimo anniversario di sacerdozio, fu realizzato in mattonelle nel 1930. Le cappelle sono tutte dello stesso stile, all’unisono con quello della chiesa. Tutta la decorazione della volta, dell’abside e delle cappelle risale al 1910. La chiesa conserva al suo interno un pregevole organo a canne, ben conservato e perfettamente funzionante, di autore ignoto risalente ai secoli XVII - XVIII.

    

Ultimo aggiornamento

Mercoledi 20 Gennaio 2021