Le Origini tra Storia e leggenda

Data:
20 Gennaio 2021
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Le origini di Carbognano sono molto antiche e sembrano risalire ad epoca Etrusca e Romana. La sua posizione a ridosso dei monti Cimini, nella parte meridionale dell'Etruria, lascia immaginare che il territorio sia stato considerato fin dal IV secolo AC, un presidio strategico. Lo testimoniano alcuni rudimentali sepolcreti in località "Costa dei galli" che dovettero servire più a soldati e genti di passaggio che a una comunità stabilmente insediata nel luogo. Notizie certe si hanno soltanto a partire dal X secolo quando il feudo risulta iscritto tra i possedimenti dell'Abbazia di Farfa. Nel secolo XIV appartenne alla potente famiglia dei Prefetti di Vico e successivamente passò tra i possedimenti della Camera Apostolica. Nel 1494 Papa Alessandro VI Borgia decise di concedere Carbognano ad Orsino Orsini, signore di Bassanello e a sua moglie Giulia Farnese che vi soggiornò fino al 1522. Dopo di lei sua figlia Laura lo lasciò in eredità a Giulio della Rovere, nato dal suo matrimonio con Nicolò della Rovere. Nel 1630, Papa Urbano VIII Barberini elevò Carbognano a Principato e, dopo una serie di unioni matrimoniali, esso finì tra i possedimenti della famiglia Colonna di Sciarra, a cui rimase fino al 1870.

Origine del Nome

L’origine del nome di Carbognano è incerta; si possono tuttavia avanzare alcune ipotesi:

1) Sul colle di Sant’Eutizio sorgeva un tempio dedicato al dio Giano (Ara Jani: Altare di Giano) denominato successivamente Castellaccio di Arignano. Da cui Ara Jani - Arignano - Carbognano;
2) Un antico patrizio romano di nome Carbilio, attratto dalla bellezza del luogo, vi costruì una villa, storicamente documentata, per trascorrervi il proprio tempo libero. Da cui Villa Caribilia - Carbiliano - Carbognano;
3) Nel territorio di Carbognano, un tempo, c’era una villa della famiglia Romana “Carbones”, ricordata anche da Tacito. Alla famiglia apparteneva Luca Papino Carbone. Da cui Carbone - Carbognano;
4) La zona, inserita nel cuore della Selva Cimina, è stata sempre ricca di tronchi di castagno e di quercia che avrebbero potuto offrire giacimenti di carbone.
In passato il paese fu chiamato anche Corvignanum o Carmignano come si ricava da una bolla di Eugenio IV del 1443. Il suo nome compare per la prima volta in un documento del Regesto farfense (817) dove è menzionato un fundum Carbonianum di proprietà dell’Abbazia di Farfa. La sua storia è legata alle vicende del castello che ancora oggi si erge maestoso nel centro del paese e domina con la sua torre quadrata visibile da ogni ingresso del paese.

Sant’Eutizio e il miracolo del grano

    
Poesia Bracci
    
La storia di Carbognano si intreccia anche con quella di Sant’Eutizio da Ferento Patrono di Carbognano, vissuto nei primi secoli dell’era cristiana. Le sue vicende storiche sono abbastanza frammentarie tuttavia secondo la “Passio” Eutizio sarebbe nato a Ferento, nell’Alta Tuscia, verso l’anno 250 d. C. e che alla giovanissima età di 19 anni fosse già Presbytere (parroco) nella stessa Ferento consacrato dal vescovo Dionisio.

    
Tale fatto sarebbe documentato da un evento particolare avvenuto il 12 agosto del 269 d. C. quando i Santi Gratiliano e Felicissima di Faleri Novi furono martirizzati. Infatti non appena il giovane Eutizio ebbe la notizia del loro martirio, trovandosi in una comunità poco distante da Faleri, si recò immediatamente sul luogo del martirio dei suoi amici, nei pressi di Rio Purgatorio affluente del fiume Treia, dove lo attendevano i genitori dei due martiri affinchè egli potesse celebrare la Santa Messa e benedire le salme. Secondo questa versione, sulla via del ritorno, addentrandosi all’interno della Selva Cimina, fu arrestato dagli uomini di Trasone, magistrato romano di Faleri.In quella occasione venne rinchiuso in carcere e solo dopo qualche giorno grazie e soprattutto all’intervento di Massimo, padre di S. Gratiliano e amico di Trasone, Eutizio venne liberato riuscendo ad attraversare la selva Cimina e a raggiungere la sua Ferento. Secondo la passio  S. Eutizio venne martirizzato sotto l'imperatore Diocleziano mediante decapitazione.

        
Sant'Eutizio nella Gloria03    
S. Eutizio nella Gloria coi Santi Gratiliano e Felicissima, Chiesa Parrocchiale.

    
Il fatto poi che S. Eutizio sia divenuto il protettore di Carbognano si pensa vada correlato al miracolo del grano operato in loco, infatti un’antica tradizione vuole che un giorno il Santo camminando in una strada di campagna, si imbatté in un contadino che arava un campo con i buoi per poi seminarvi del grano. Questi ultimi ad un tratto si fermarono perché inferociti dalla fame e non si mossero più fino a che S. Eutizio, veduto il contadino molto arrabbiato, prese in mano un pò di semi li sparse a terra e dopo aver rivolto una preghiera a Dio i semi germogliarono all’istante cosicché i buoi, avendo di che sfamarsi, ripresero ad arare.

    
Sono tantissimi gli indizi che ancora oggi ci fanno ritenere verosimile tale evento, dagli affreschi che ritraggono il Santo costantemente con le spighe in mano, allo stesso emblema del Comune che da sempre, o almeno da quando se ne ha traccia storica è costituito appunto da tre spighe di grano. Partendo dall’abside della chiesa dedicata al Santo un affresco del XV secolo di Francesco D’Antonio Zacchi detto il Balletta  immortala il momento stesso in cui S. Eutizio opera il miracolo, ed un affresco ancora più antico presente nel soffitto della Domus Comunitatis, che oggi ospita l'anagrafe del comune ci ripropone una scena analoga. Presso la chiesa parrocchiale di S. Pietro apostolo, nella cappella dedicata a Sant'Eutizio trova collocazione "l'altare di S. Eutizio" che fu costruito con i soldi, ricavati dalla vendita delle ceste di grano dei carbognanesi riconoscenti per il "miracolo da lui compiuto. Inoltre una credenza locale ci parla della manna di S. Eutizio. Essa sarebbe sgorgata dalla pietra tombale del santo e sarebbe consistita in un liquido miracoloso. Inoltre, come già anticipato in precedenza, sono molti anche i richiami alle spighe di grano negli stemmi e negli emblemi del Comune, come quello posto sopra la fontana di Piazza del Comune e ancora la testimonianza storica lasciataci dai vecchi documenti che già da dopo l'anno mille venivano marchiati con un timbro avente come emblema tre spighe di grano.
 

Ultimo aggiornamento

Mercoledi 20 Gennaio 2021